IL MIRAGGIO DELL’ARSNOVA

Riccardo Cecchini con il Movimento di ARSNOVA.Thule

Sabato 30 Marzo 2019 ore 17.30
presso la chiesa di S. Pietro Incarnario
Stradone S. Fermo – Verona.

La fenice di Thule  | acquarello CM 21 x 29,5 | RICCARDO CECCHINI 2012
La fenice di Thule | acquarello CM 21 x 29,5 | RICCARDO CECCHINI 2012

Nostro è l’impulso che sostiene l’alternativa ai sistemi dell’ovvietà e della noia profonda, che caratterizzano l’estetica minore e riduttiva della rassegnazione visiva dell’oggi.

Nostro è anche il desiderio di trasformare lo scenario della contemporaneità in un modello ambientale diffuso di ritrovata Bellezza.

Questa mostra esprime, così, la genesi di un percorso che si possa identificare con il desiderio umanistico di ricomporre l’unità organica della percepibile consapevolezza figurativa, nell’ambito di una forza gravitazionale che includa la somma e l’agibile sintesi delle nostre volontà, delle nostre tensioni e delle nostre stesse aspirazioni di Arte e di vita. La nostra giovane Corporazione “anti-moderna” comprende dunque l’idea e l’atto di un tracciato visivo e formale affine a un diverso e possibile “mondo moderno”, deducibile dalla storia e dagli insegnamenti di Civiltà e d’Arte dell’alveo tardo-antico, medioevale, rinascimentale, barocco, eclettico, secessionista e floreale, che compete e si integra ad un tempo con la geometria della Natura. La Storia e la Tradizione, che qui si riscoprono come fondamenti operativi del nuovo progetto, alimentano in tal caso il sogno straordinario ed interrotto dei grandi Maestri dello Storicismo, dell’Eclettismo e del Liberty Internazionale, che animano ancora la linfa essenziale della prosecuzione e dell’evoluzione del nostro spazio fantastico e ideale attraverso la ricerca di nuove ipotesi, di nuovi Riti e di inedite suggestioni di grande richiamo emotivo.

Seguendo tali presupposti, intendiamo esprimere la lucidità visionaria del nostro miraggio, che attiva in noi medesimi la speranza di una nuova vita delle Arti utilmente versate alla promozione spirituale ed estetica dei giorni correnti e alla nuova Meraviglia possibile dei nostri incombenti tempi prossimi.

La via nuova | acquarello CM 21 x 29,5 | RICCARDO CECCHINI 2003
La via nuova | acquarello CM 21 x 29,5 | RICCARDO CECCHINI 2003

Riccardo Cecchini è nato a Roma il 21 Luglio 1950, dovendo a Roma l’intera sua formazione di architetto, di disegnatore, di rilevatore, di quadraturista, di critico, di compositore e di progettista dell’Artificio, nel campo magico dei permanenti linguaggi visivi dello spazio e del paesaggio.
Cultore della Prospettiva e della sua genesi strutturale, avvicina da sempre ogni percorso di ricerca e d’immaginazione al tracciato aureo dei Maestri del Rinascimento e all’incisivo segno di Francesco Borromini e dell’intera lezione barocca italiana ed europea, riassumendo le voci fondamentali del classicismo e dell’eresia nel metodo deduttivo ed induttivo dei propri procedimenti espressivi.

Sostenitore e ammiratore militante delle ragioni e delle spinte propulsive ed epocali del Liberty internazionale, conduce la genesi della forma nell’ambito spirituale e profetico dell’Architettura eclettica visionaria, avvicinando l’innovazione della propria sintassi alle più recenti suggestioni megastrutturali della città-industria, che da Antonio Sant’Elia a Ottorino Aloysio, da Peter Cook a Paolo Soleri, hanno segnato fortemente la cultura onirica e simbolica degli architetti del Secolo breve.

Già per lunghissimi anni docente di Design e di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Verona, ha recentemente fondato e costituito il libero Movimento di “ArsNova.Thule”, esprimendo con l’intero suo Gruppo di artefici la propria dedizione al messaggio, alla cultura e al cantiere della Bellezza, nella lettura dell’apparato estetico della Tradizione e nella cura delle fonti radicali del patrimonio classico; persegue tutt’ora con immutato intento la costruzione del Nuovo in un possibile e inedito scenario immaginifico e totale di Figura e Architettura, riferibile alla dimensione logica ed emotiva della Meraviglia e del suo incomparabile fascino, premonitore di un luminoso futuro prossimo-venturo.

“Attribuisco i dipinti prospettici delle nuove strutture e dei nuovi spazi “monumentali”, che sono l’essenza radicale della mia identità e del mio percorso, al profilo visionario, utopistico, neo-romantico e neo-eroico del mio stesso tragitto esistenziale, a cui anche corrispondono le mie esperienze plastiche e figurative di modellazione diretta.
Ritengo altresì essenziale estendere il campo delle condivise aspirazioni strutturali, formali e figurative, all’intera area dell’Ars Nova.Thule. Quest’isola ideale, affine al mito della “Salus Nostra Extrema”, comprende il possibile baluardo innovativo della rappresentazione “neo-pittoresca”, che qui si manifesta per il tramite delle Artiste militanti che ne costituiscono le essenziali presenze operative.”

Verona, 28 Marzo 2019

Il nuovo rivellino | tempera su carta CM 21 x 29,5  | RICCARDO CECCHINI 2009
Il nuovo rivellino | tempera su carta CM 21 x 29,5 | RICCARDO CECCHINI 2009

Chiara Zanetti esprime così la silente inquietudine del suo mondo metafisico e surrealista attraverso disegni, dipinti e modellazioni che animano il mistero e l’enigma delle sue fisse figure, che alludono all’eco universale e senza tempo dei messaggi ignoti e indecifrabili dell’Anima attraverso forme umane e trans-umane che divengono astratti emblemi per astratti scenari emotivi.

Giuseppina Carmagnani genera la creatività e la continuità dei suoi linguaggi decorativi rivivendo gli splendori umanistici ed alto-rinascimentali della figurazione mantegnesca, conservando vibrante e intensa l’emozione che la riconduce con rinnovata tensione agli archetipi della Bellezza e dell’Eleganza, che hanno costituito le fonti inesauribili dell’estetica positiva del mondo moderno.

Ludovica Corponi traduce nella scena vivente i movimenti e le forme vitali del teatro del Mondo, attraverso la mira e lo spettro visivo che i tondi dei suoi oculi offrono allo spettatore che osserva i modi espressivi dell’“Arte di strada”, in cui l’apparecchio scenico coincide con le forme esistenziali della vita, fra sogno e concretezza, intuizione e consepevolezza emozione e immaginazione. I gesti misteriosi delle danze e dei ritmi remoti si compongono e si completano qui con le movenze di animali fantastici, che integrano e agevolano l’immediatezza e l’intima forza dei messaggi spirituali che scaturiscono dalla poetica della naturalezza e dalla lucente edizione del suo dinamico realismo magico.

da sinistra CHIARA ZANETTI, JANE MURAGLIA, GIUSEPPINA CARMAGNANI
da sinistra CHIARA ZANETTI, JANE MURAGLIA, GIUSEPPINA CARMAGNANI

Jane Muraglia percorre graficamente gli orientamenti particellari e multi-cellulari di M.C.Escher e di M.Bremner, nell’assemblare l’assetto modulare dei frammenti figurativi che compongono l’unità dell’immagine, pur nella combinazione di elementi che mantengono la dimensione e la forma di atomi e di molecole non intercambiabili nella sintesi del mosaico complessivo delle diverse sue soluzioni di figura.
La spontaneità della combinazione delle “isole” e delle “celle” singolari si assimila qui allo scorrevole “automatismo” dei suoi disegni, che guidano sapientemente il tracciato e la struttura di questa ineffabile e irrepetibile forma poetica.

Giulia Odorizzi persegue la propria linea grafica nell’ambito dell’edificazione pittorica e plastica delle sue originali dimensioni e delle sue inedite forme di spazio e di figura, alimentando la traccia di una puntuale e autonoma ricerca finalizzata alla moderna revisione e alla rivitalizzazione del movimento del “Novecento”, che ha storicamente assorbito le istanze del post-Futurismo e del secondo classicismo, affine alle essenziali tematiche del “Ritorno all’Ordine” di Margherita Sarfatti e dell’intera scuola artistica, eroica e monumentalista, del trascorso Secolo breve.

in senso orario ELISA ROSSIN, TANIA ROSSIN, LUDOVICA CORPONI, GIULIA ODORIZZI

Elisa e Tania Rossin rappresentano infine, accanto a me medesimo e in piena autonomia inventiva, quell’infinita aura affine al repertorio pittorico delle prospettive e degli spazi che un nuovo Monumentalismo strutturale e figurativo può ancora felicemente fornire, come si è detto, alla spettacolarità e alla perseguibile armonia dei giorni nostri. Il loro repertorio plastico-scultoreo, ancorché reso in forme tradizionali ed evocative, percorre la linea di queste ipotesi espressive ed emblematiche che, specialmente nella pittura, si presentano in tal caso fortemente orientate nelle soluzioni estetiche proprie dell’Art Déco, attraverso ricercate vibrazioni di apparati e di colori, anche resi in lucente soluzione “metallica”.

Il significato di queste proposizioni e di queste diversificate forme di invenzione si esprime dunque, in quest’ambito, nella suggestiva aspirazione al disegno di un’Umanità “alternativa”, che queste soluzioni di spazio e di figura rincorrono per augurare l’avvento prossimo di inediti e felici orizzonti di spiritualità e di Bellezza nella cultura e nella vita concreta ed agibile dell’Uomo Nuovo.”

Riccardo Cecchini


Giovanna Vigili de Kreutzenberg Rossi di Schio
socio onorario
Riccardo Cecchini
fondatore
Chiara Zanetti
presidente
Giuseppina Carmagnani
Ludovica Corponi
Jane Muraglia
Elisa Rossin
Tania Rossin
Giulia Odorizzi